Su Alitalia De Micheli apre al controllo straniero

Un investitore europeo ha detto la ministra, non può essere escluso. Provenzano: «Il compito del commissario è rimetterla sul mercato». Il 13 dicembre 24 ore di sciopero del comparto.

Ventiquattrore di sciopero per alzare la voce sulla situazione di Alitalia e di tutto il trasporto aereo. L’arrivo del neo commissario dell’ex compagnia di bandiera Giuseppe Leogrande, per il quale si attende ancora l’ufficializzazione della nomina, e la prospettiva non esclusa da Paola De Micheli di un futuro passaggio sotto il controllo straniero in mano a un vettore europeo (come sarebbe quindi Lufthansa), non fermano i sindacati che tornano a scegliere la strada della protesta per dire no a tagli sul lavoro e al rischio spezzatino. E per chiedere che la vertenza, dopo oltre due anni e 7 mesi di amministrazione straordinaria e 1,3 miliardi di euro di soldi pubblici, trovi finalmente una soluzione. «Per Alitalia rigettiamo ogni ipotesi di spezzatino, chiediamo un piano industriale di vero rilancio che garantisca investimenti e crescita, senza sacrifici sul fronte del lavoro», afferma la Filt Cgil. Cui fa eco la Uiltrasporti: «Lo sciopero è per affermare che rigettiamo qualsiasi ipotesi di smembramento e di taglio del numero dei dipendenti e che non c’è più tempo da perdere. Ora è tempo di agire»

UNA RIFORMA CONTRO IL DUMPING CONTRATTUALE

La protesta, indetta unitariamente dalle sigle di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl (che dalle 10 saranno anche in presidio a Fiumicino, Linate e Malpensa), scatterà a mezzanotte e interesserà piloti, assistenti di volo e personale di terra di Alitalia e Air Italy, nel rispetto delle fasce di garanzia 7-10 e 18-21. Dietro lo sciopero, oltre alle crisi delle due compagnie, la richiesta di una riforma del comparto che intervenga nella concorrenza tra imprese del settore, di norme specifiche contro il dumping contrattuale e del finanziamento strutturale del Fondo di Solidarietà di settore, in scadenza a fine anno e che integra gli ammortizzatori sociali. Altri scioperi di 24 ore del personale Alitalia sono indetti per domani anche da Anpac, Anpav e Anp e dall’Usb lavoro privato. E la compagnia per contenere i disagi ha già cancellato 315 voli, sia nazionali che internazionali, nella giornata di domani, annullato un’altra quarantina di collegamenti nella serata di oggi e nella prima mattinata di sabato, e attivato un piano straordinario per riprenotare i viaggiatori coinvolti (la metà dei passeggeri dovrebbe riuscire a viaggiare nella stessa giornata di domani).

«COMPITO DEL COMMISSARIO È RIMETTERLA SUL MERCATO»

Intanto, nell’attesa che Leogrande si insedi in azienda (manca ancora il decreto di nomina del Mise), un piccolo passo avanti lo fa la ministra dei Trasporti. Sollecitata a Porta a Porta sull’interesse di Lufthansa, De Micheli spiega, pur con estrema prudenza, che un eventuale controllo straniero, “ovviamente europeo”, della compagnia non può essere escluso. «Un’Alitalia rigenerata farà gola a tanti», ha assicurato. Il lavoro durerà sei sette mesi, ha aggiunto, ma qualcosa in più emergerà forse già nell’incontro di martedì al Ministero dello sviluppo tra il ministro Patuanelli e i sindacati. Un tavolo necessario per capire dal Governo come si muoverà il neo commissario chiamato ad avviare un piano di “efficientamento e riorganizzazione” e a preparare il nuovo bando di vendita. “Confidiamo che Patuanelli inverta la tendenza e crei le condizioni” che portino ad un rilancio, chiede la Fit Cisl. Dal Governo risponde il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano: «Il compito del commissario è rimetterla sul mercato». Sempre il 17 partirà anche il confronto tra azienda e sindacati sulla nuova procedura di cigs aperta dagli ex commissari: la richiesta è di una una nuova cassa per 1.180 lavoratori fino al 23 maggio 2020 e le parti hanno tempo fino al 31 dicembre per trovare un’intesa.

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