Safilo taglia 700 posti su 2.600: nel nuovo piano via un lavoratore su quattro

La ristrutturazione legata alla fine delle licenze del lusso Lvmh, inclusa quella con Dior. Aperto un tavolo negoziale coi sindacati.

Un piano industriale ‘lacrime e sangue’ con 700 dei 2.600 dipendenti in Italia dichiarati in esubero. In pratica quasi un lavoratore su quattro. Safilo, il gruppo di occhialeria fondato nel 1934 da Guglielmo Tabacchi e dal 2009 controllato dal fondo olandese Hal, ha comunicato il suo nuovo piano quinquennale, che fa leva su una profonda trasformazione digitale e su un drammatico ridimensionamento delle attività italiane.

EFFETTO DELLO STOP A LICENZE DI LVMH

La fine “delle licenze del lusso Lvmh“, inclusa quella con Dior, rende “necessario” un “piano di riorganizzazione e ristrutturazione industriale” con “conseguente riallineamento delle proprie strutture” al “nuovo scenario produttivo che l’azienda si troverà presto a dover gestire”. Dopo il 2021 Safilo, che ha circa 6.700 dipendenti a livello globale, perderà infatti circa 200 milioni di ricavi legati alle licenze con il colosso del lusso francese, che produrrà direttamente i suoi occhiali attraverso The’lios, la joint-venture con Marcolin.

APERTO UN TAVOLO NEGOZIALE CON I SINDACATI

Safilo, che accumula ininterrottamente perdite dal 2015, ha subito «aperto un tavolo negoziale» con i sindacati «al fine di individuare tutti gli ammortizzatori sociali disponibili per limitare gli impatti» sui dipendenti. «Nonostante il tentativo di far emergere soluzioni alternative» il piano ha «un impatto su un numero significativo di persone» ha ammesso l’ad Angelo Trocchia, impegnandosi a cercare le soluzioni “migliori” e più «responsabili» per i lavoratori.

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