Calabria, Salvini dice sì a Santelli e Pascale la sostiene

Il primo a non volere nessuno dei due Occhiuto candidati è stato il leader leghista. E la fidanzata di Berlusconi ha fatto il suo gioco, dopo avere tramato da tempo con la coordinatrice di Forza Italia in Regione.

L’endorsement è avvenuto con una foto. L’immagine di Francesca Pascale con Jole Santelli, coordinatrice di Forza Italia Calabria, la dice lunga: ci sono alte probabilità che sia lei la candidata in quella Regione, con buona pace dei fratelli Mario e Roberto Occhiuto che da anni lavoravano a coronare a Palazzo degli Itali, a Catanzaro, la propria carriera politica. Poco importa se la più antisalviniana di Forza Italia, appunto la fidanzata di Silvio Berlusconi attratta dalle sardine, cede al diktat di Matteo Savini. Il primo a non volere nessuno dei due Occhiuto candidati, per via dei problemi giudiziari di Mario, è stato proprio il leader della Lega e Pascale ha fatto il suo gioco.

NEANCHE CARFAGNA PUÒ AIUTARE OCCHIUTO

Le due donne, Francesca e Jole, tramavano anche loro da tempo ed è questo che più di ogni cosa ha ferito Occhiuto: il tradimento dei suoi fedelissimi. Ora Santelli dice che deve metabolizzare la proposta e deciderà se accettarla fra qualche giorno, ma è solo un modo per far finta di non aver congiurato. In politica, si sa, anche i rapporti più stretti cambiano dalla sera alla mattina. Ma a Santelli è perdonato: ha dimostrato sempre grande forza e tenacia, attraversando mille prove anche personali. Robertino Occhiuto invece ormai è uno zombie. Rimasto solo con la sua sigaretta elettronica, sono lontani i tempi dell’ascesa nazionale e l’attivismo della scorsa legislatura. Neanche Mara Carfagna può fare nulla per lui, concentrata come è a far perdere il centrodestra in Campania. Quando si muove con i suoi seguaci sembra un capo di Stato ma neanche lei riesce ormai a concludere alcunché. Ah, come stava meglio quando era la pupilla di Berlusconi!

E Silvio, il grande capo, che ne pensa? Che più senatori e deputati se ne vanno dal suo partito e più è contento

E Silvio, il grande capo, che ne pensa? Che più senatori e deputati se ne vanno dal suo partito e più è contento. Alcuni neanche li conosce o li ha mai visti, e comunque lo hanno nauseato. Si salvino da soli se ci riescono (la risposta è no), ormai l’anziano Cavaliere pensa solo alle sue cose. Sistemate quelle, tutto il resto è noia. E come dargli torto. Neanche i cerchi magici lo appassionano più. Il problema non è suo: ha già fatto tanto. Davvero deve ancora preoccuparsi dei vari Gasparri, Baldelli, Vito, Ruggieri, Mulè, Cangini, Cattaneo, delle Ravetto, Calabria, Giammanco, Polidori, Biancofiore e compagnia bella? Basta, finita la pacchia. In fondo, pensa il fondatore, sono stati tutti già fin troppo graziati e beneficiati.

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